mercoledì 4 gennaio 2012

VOGLIO LO SCOOTERONE!

Vado in scooter fin da ragazzina, ho sempre preferito lo scooter all'auto, lo dimostra il fatto che ho preso la patente nel maggio 2001 alla veneranda età di 40 anni! Mi sono decisa a prendere la patente per 2 motivi. 1) Mio padre si era ammalato gravemente ed era l'unico in famiglia a guidare, serviva quindi un autista "di riserva" anche per accompagnarlo alle terapie e alle visite di controllo; purtroppo ho potuto essergli d'aiuto per ben poco tempo poichè è morto nell'agosto 2001. 2) Nel 2000 avevo avuto un incidente con lo scooter, risultato: 15 punti di sutura alla gamba destra, scooter distrutto e 5 anni di causa prima di ottenere il giusto risarcimento dall'incosciente che mi aveva travolto aprendo la portiera della sua auto senza guardare che stavo arrivando (per fortuna viaggiavo a velocità ridotta).
Nonostante tutto ciò ho continuato a non amare particolarmente l'auto, anche se per molti anni non sono più salita su uno scooter. L'anno scorso ho deciso di riprovarci dopo tutti questi anni. Con la mia patente B del 2001 posso guidare solo fino a 125 di cilindrata, ma è più che sufficiente per le mie esigenze (percorso casa-ufficio-casa). Inoltre non ho nessuna voglia di spendere soldi per prendere la patente A quando non mi sento in grado di portare veicoli oltre i 125 cc.
Ho cercato un po' l'usato su internet e alla fine ho acquistato una Piaggio MP3 125 del 2008 in ottimo stato e con pochi chilometri, sono andata fino ad Asti a ritirarla dal privato che me l'ha venduta (un amico mi ha accompagnata col suo furgone e l'abbiamo portata a casa). Per un po' ho cercato di riabituarmi a guidare uno scooter dopo così tanto tempo, ma presto mi sono resa conto di aver scelto un veicolo non adatto alle mie capacità e al mio fisico. Bellissimo scooter ma troppo pesante da portare, non mi sentivo affatto sicura in sella e questo mi toglieva l'entusiasmo per la guida.
Allora sono andata dal concessionario Piaggio più vicino a me e sono riuscita a permutarla, acquistando uno scooter nuovo con una minima differenza, ma anche stavolta non ho fatto la scelta giusta per me. Il Piaggio Liberty 125 che ho tuttora non mi ha convinta fin dall'inizio, ma ho fatto l'errore di lasciarmi influenzare dal concessionario che spingeva perchè l'acquistassi (era il nuovo modello appena uscito e chiaramente era suo interesse venderne un buon numero di "pezzi"). E' un ottimo scooter ma tipicamente da percorso urbano, mentre l'80% del mio percorso è extraurbano. Il serbatoio è limitato, sono costretta a fermarmi per far benzina un giorno sì e uno no! Ho constatato che non fa per me utilizzandolo da marzo ai primi di ottobre e pian piano sono arrivata alla conclusione che non voglio tenerlo e ho ricominciato a cercare qualcosa di più adatto alle mie esigenze.
Quasi per caso un amico mi ha fatto provare il suo Suzuki Burgman 150: è stato il colpo di fulmine! E' uno scooterone adatto su percorsi sia urbani che extraurbani e quindi ha un serbatoio decisamente più capiente; il peso è maggiore ma il sellino è più basso di quello del Liberty, quindi da ferma appoggio meglio i piedi per terra. Chiaramente sto cercando un 125, ho anche contattato qualche concessionario multimarche per cercare di permutare il mio Liberty con un Burgman usato ma non ho trovato l'occasione giusta per me.
Ho trovato invece alcuni annunci di privati che lo vendono in buone condizioni e a prezzo ragionevole, li ho contattati e sono in attesa di risposta. Penso che presto anch'io metterò un annuncio su internet per la vendita del mio, spero di ricavare abbastanza da ripagarmi l'importo che spenderò per il Burgman.
Sono eccitatissima, spero di riuscire a concludere presto l'affare perchè finito l'inverno voglio riprendere a viaggiare con lo scooter: ci metto la metà del tempo, per lo meno 2/3 del tempo, perchè svicolo il traffico e non devo rimanere in coda in entrata a Milano!
VOGLIO IL BURGMAN!

martedì 3 gennaio 2012

A CAPODANNO C'E' CHI SI DIVERTE ANCHE COSI'

Stavolta non è accaduto in Italia: magra consolazione, perchè in fondo tutto il mondo è paese e in Italia ne ho sentite anche di peggiori. Qualcuno per divertirsi a Capodanno ha infilato un petardo in bocca a uno sfortunato meticcio, gli ha legato il muso in modo che il petardo non potesse uscire e quindi lo ha acceso. E si è divertito a vedere lo spettacolo.
Il petardo è esploso e ha dilaniato il muso della povera bestiola, che in seguito è stata soccorsa ma inutilmente: a causa dell'atroce sofferenza che pativa i veterinari hanno dovuto decidere di sopprimerlo. Su internet gira una foto del cane che non consiglio a nessuno di guardare. Pensandoci meglio invece dovremmo guardarla tutti, per renderci conto che le vere bestie siamo noi umani. Almeno ora quella povera creatura è in pace, al di là della crudeltà umana.
Dopo aver letto questa notizia mi sono ritrovata, non senza sorpresa, a pensare a tutta una serie di torture ancora più atroci ed efferate di quella che ho appena descritto. Solo che io le metterei in pratica ai danni di chi ha potuto compiere un simile gesto scellerato verso un povero essere indifeso. Come vorrei avere tra le mani quei bastardi, sarebbe così divertente ripagarli con la stessa moneta. Oh, quanto mi divertirei!

lunedì 19 dicembre 2011

ALLA FINE DEL CAMMINO

Dopo tanto combattere finalmente sei arrivata, Francesca, al termine del tuo cammino su questa terra. Presto, troppo presto. 35 anni sono troppo pochi per dire addio, ma purtroppo non spetta a noi decidere nè come nè quando. Lottavi contro il cancro da quando ne avevi solo 27: sei stata forte e fiera, a quel bastardo non hai permesso di piegarti psicologicamente, ha solo potuto fare il suo sporco lavoro sul tuo povero corpo che forse in realtà è stato più martoriato dalle cure che dalla malattia vera e propria. Finchè è giunto il momento.
Ti ho conosciuto poco ma quello che so di te è che non ti sei mai arresa, ti ho sempre visto sorridente persino mentre qualcuno non si faceva scrupolo di calpestare la tua tomba. Quel qualcuno non merita neppure gli insulti, quel qualcuno farebbe bene a ricordare che un giorno la vita presenta il conto a tutti noi e per alcuni sarà un conto salatissimo.
Non ti dico addio, ti chiedo di aspettarmi. Quando sarà il mio turno spero di ritrovarti. Spero che pensare a te mi aiuterà a essere forte almeno un decimo di quanto lo sei stata tu. Ti ammiro, tutti ti abbiamo ammirata e abbiamo avuto il massimo rispetto per te.
Tu sei arrivata alla meta, noi per ora dobbiamo continuare a camminare. Non voglio ripetere quella frase melensa fin troppo utilizzata in questi casi, e cioè che da questo momento c'è un angelo in più in Paradiso. Tu le ali le hai sempre avute, ora finalmente le hai spiegate e ti sei librata in volo al di là del mondo, al di là della vita, al di là del dolore, per arrivare in un luogo riservato alle persone belle come te. Mi piace pensare che da lì ci sorridi, serena e piena di salute.
Non addio quindi ma arrivederci, Francesca.
"Dormi, vola, riposa. Muore anche il mare!" (Federico Garcia Lorca, "Lamento per Ignacio Sanchez Mejias")

mercoledì 30 novembre 2011

IL MISTERO DEI PRESOCRATICI

Sento parlare piuttosto spesso di questi misteriosi filosofi "presocratici", alla radio e in TV. Poichè non ho nè studiato nè letto di filosofia non ne so assolutamente nulla, posso solo tentare un ragionamento deduttivo.
Per sommi capi so chi è Socrate, importante filosofo greco che rivoluzionò il concetto stesso di filosofia e che proprio per le sue idee rivoluzionarie, che non piacquero affatto ai potenti della sua epoca, fu cortesemente invitato a scolarsi una bella tazzona fumante di velenosa cicuta levandosi di torno definitivamente.
Quindi posso dedurre che siano stati denominati "presocratici" quei filosofi greci (ma forse non solo, magari anche romani) in auge prima dell'avvento di Socrate, e che diffondevano un tipo di filosofia ovviamente diversa da quella che Socrate avrebbe poi fatto conoscere al mondo.
Detto ciò, mio caro Watson, mi piacerebbe saperne di più ma non ho nessuna voglia di lanciarmi in noiose e deprimenti letture filosofiche (meglio Stephen King), quindi i presocratici per me rimarranno un mistero irrisolto.
Humm... forse dovrei scrivere a Mariello Prapapappo...

lunedì 21 novembre 2011

GREEN HILL

Non voglio fare commenti. Spero solo che il genere umano prima o poi paghi care le atrocità che continua a commettere, verso sè stesso e verso gli animali. Dio c'è e spero che ce la farà pagare cara, al più presto possibile.

TIZIANO FERRO - SCIVOLI DI NUOVO (ALBUM "ALLA MIA ETA'")

Incredibile come questo testo parli e canti di me. Mi riconosco, sono io, è la mia vita. Non me ne vergogno, la abbraccio con dolcezza, con infinita struggente consapevolezza. E vado avanti. E continuo a camminare.

Conti ferito le cose che non sono andate come volevi
temendo sempre e solo di apparire peggiore
di ciò che sai realmente di essere.
Conti precisi per ricordare quanti sguardi hai evitato
e quante le parole che non hai pronunciato
per non rischiare di deludere.
La casa, l'intera giornata,
il viaggio che hai fatto per sentirti più sicuro
più vicino a te stesso,
ma non basta, non basta mai.

Scivoli di nuovo
e ancora come tu fossi una mattina
da vestire e da coprire
per non vergognarti
scivoli di nuovo e ancora
come se non aspettassi altro
che sorprendere le facce
distratte e troppo assenti
per capire i tuoi silenzi
c'è un mondo di intenti
dietro gli occhi trasparenti
che chiudi un po'.

Torni a sentire
gli spigoli di quel coraggio mancato
che rendono in un attimo
il tuo sguardo più basso
e i tuoi pensieri invisibili
torni a contare i giorni
che sapevi non ti sanno aspettare
hai chiuso troppe porte
per poterle riaprire
devi abbracciare
ciò che non hai più
La casa, i vestiti, la festa
ed il tuo sorriso trattenuto e dopo esploso
per volerti meno male,
ma non basta, non basta mai

Scivoli di nuovo
e ancora come tu fossi una mattina
da vestire e da coprire
per non vergognarti
scivoli di nuovo e ancora
come se non aspettassi altro
che sorprendere le facce
distratte e troppo assenti
per capire i tuoi silenzi
c'è un mondo di intenti
dietro gli occhi trasparenti
che chiudi un po'.

E non vuoi nessun errore
però vuoi vivere
perché chi non vive lascia
il segno del più grande errore.

Scivoli di nuovo
e ancora come tu fossi una mattina
da vestire e da coprire
per non vergognarti
scivoli di nuovo e ancora
come se non aspettassi altro
che sorprendere le facce
distratte e troppo assenti
per capire i tuoi silenzi
c'è un mondo di intenti
dietro gli occhi trasparenti
che chiudi un po'.
Che chiudo un po'.
Che chiudi...


mercoledì 9 novembre 2011

OPEL AGILA 1.2 DEL 2002, LA MIA BAMBINA!


In uno dei post precedenti ti ho chiamato "catorcio a 4 ruote"... come ho potuto? Tu che mi stai accompagnando fedelmente da ben 9 anni senza darmi il minimo problema, portandomi dappertutto, sopportando il mio terrificante modo di guidare... meriti tutta la mia gratitudine e il mio rispetto!
Sabato pomeriggio ti ho portato a sostituire le gomme estive con quelle invernali e parlando col meccanico gli ho detto che stavo pensando di cambiare auto, dato che hai già 9 anni e quasi 200.000 chilometri. "Quanto potrà durare ancora?" gli ho chiesto. E lui: "Non la cambi signora, creda a me: questa macchina le farà ancora altri 200.000 chilometri come niente! E' un'ottima macchina!"
Ha assolutamente ragione, caspita! Come ho potuto pensare di cambiarti? Stai tranquilla, passeremo ancora un sacco di tempo insieme e vivremo molte altre avventure... come quella volta che ci siamo perse sulla strada del ritorno dal Passo del Penice.
Io e te siamo una coppia inseparabile!