Dopo tanto combattere finalmente sei arrivata, Francesca, al termine del tuo cammino su questa terra. Presto, troppo presto. 35 anni sono troppo pochi per dire addio, ma purtroppo non spetta a noi decidere nè come nè quando. Lottavi contro il cancro da quando ne avevi solo 27: sei stata forte e fiera, a quel bastardo non hai permesso di piegarti psicologicamente, ha solo potuto fare il suo sporco lavoro sul tuo povero corpo che forse in realtà è stato più martoriato dalle cure che dalla malattia vera e propria. Finchè è giunto il momento.
Ti ho conosciuto poco ma quello che so di te è che non ti sei mai arresa, ti ho sempre visto sorridente persino mentre qualcuno non si faceva scrupolo di calpestare la tua tomba. Quel qualcuno non merita neppure gli insulti, quel qualcuno farebbe bene a ricordare che un giorno la vita presenta il conto a tutti noi e per alcuni sarà un conto salatissimo.
Non ti dico addio, ti chiedo di aspettarmi. Quando sarà il mio turno spero di ritrovarti. Spero che pensare a te mi aiuterà a essere forte almeno un decimo di quanto lo sei stata tu. Ti ammiro, tutti ti abbiamo ammirata e abbiamo avuto il massimo rispetto per te.
Tu sei arrivata alla meta, noi per ora dobbiamo continuare a camminare. Non voglio ripetere quella frase melensa fin troppo utilizzata in questi casi, e cioè che da questo momento c'è un angelo in più in Paradiso. Tu le ali le hai sempre avute, ora finalmente le hai spiegate e ti sei librata in volo al di là del mondo, al di là della vita, al di là del dolore, per arrivare in un luogo riservato alle persone belle come te. Mi piace pensare che da lì ci sorridi, serena e piena di salute.
Non addio quindi ma arrivederci, Francesca.
"Dormi, vola, riposa. Muore anche il mare!" (Federico Garcia Lorca, "Lamento per Ignacio Sanchez Mejias")
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